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"Da oggi, fino alla fine del mondo, noi che siamo qui verremo ricordati.
Noi pochi fortunati, noi banda di fratelli.
Perché colui che oggi è con me e versa il suo sangue sul campo, colui è mio fratello".
Noi non dimenticheremo MAI!!! Sempre 29





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> Festa in casa Juve: Esonerato Ranieri, I giornali hanno titolato Shock!!
 
Lele
Inviato il: Giovedì, 21-Mag-2009, 04:27
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Gobbo Supremo
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Lui(ranieri) dovrebbe pagare noi e andare via muto..consapevole ke ha fatto tanti danni e pasticci.
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maurizio
Inviato il: Giovedì, 21-Mag-2009, 14:18
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Juventino Fiero
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Cobolli, Mourinho non allenera'Juve
'Con Ranieri nessuna trattativa, vogliamo arrivare in Champions'
(IMG:http://img43.imageshack.us/img43/1040/18b42e2440648488025ff43.jpg)
(ANSA) - MILANO, 21 MAG - Mourinho? 'Ottimo allenatore, ma e' impossibile che diventi il tecnico della Juventus. Lo ha detto il presidente bianconero Cobolli Gigli.Con Ranieri non ci sara' alcuna trattativa. 'Mi dispiace -dice il n.1 della Juve- ma vogliamo garantirci la Champions dell'anno prossimo'. Il presente si chiama Ferrara. 'Ma fino al termine della partita contro la Lazio non prenderemo nessuna decisione'. Cobolli annuncia poi altri acquisti e dichiara: Iaquinta non se ne va.
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jumarco
Inviato il: Giovedì, 21-Mag-2009, 19:23
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Adesso non lo stimo più nemmeno come uomo oltre che come allenatore (da questo punto di vista non l'ho mai stimato)!!!!
Cannavaro & C. sarnno mercenari, ma questo non scherza............
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maurizio
Inviato il: Giovedì, 21-Mag-2009, 19:26
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Juventino Fiero
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I 7 punti di Ciro
Nella sua prima conferenza stampa, Ciro Ferrara ha chiesto 7 punti in 2 gare. Una battuta per sdrammatizzare che al contempo riesce a far capire l’ambizione di un tecnico che ha accettato una sfida ambiziosa e difficilissima. Voglio così provare, a mo’ di grande “in bocca al lupo”, ad abbozzare 7 punti che mi rendono particolarmente cara la sua figura e l’avventura che va a intraprendere
1) La stima per il lavoro da dirigente. Una serie di scelte importanti che hanno reso lo staff tecnico di primissimo livello, oltre che un gruppo fortemente unito. Ogni anno la festa del settore giovanile, con ragazzi e bambini impegnati a giocare con la prima squadra, è l’immagine emblematica della bontà del lavoro svolto
2) Il senso del gruppo e dell’amicizia. Ho intervistato recentemente Ciro per i dvd su Buffon. Proprio Gigi lo ha voluto fortemente perché venissero fuori racconti sul loro rapporto. Ho ricavato l’impressione di un legame fortificato sul campo ma che è riuscito ad andare anche oltre. E spero che sia proprio il nuovo allenatore – che da giocatore segnò a Buffon il primo gol in carriera in un Parma-Juve del 1996 – a interrompere un periodo negativo per la nostra difesa, che incassa gol da troppe partite
3) Il valore della quotidianità. Ho visto allenamenti intensi, con voci continue, grande concentrazione, attenzione a ogni dettaglio. E’ la ricetta giusta per la scossa che necessariamente deve arrivare
4) La curiosità tattica. Non ha promesso rivoluzioni e fa bene a non farle, ma sono convinto che il popolo bianconero freme d’impazienza in attesa di Siena per vedere cosa verrà proposto in termini di formazione e d’interpretazione della gara
5) E’ so’ 7… Scrisse così sulla maglia che esibì in Juventus-Chievo, festa dello scudetto numero 27. Poi ne vinse ancora uno, cancellato dalla giustizia sportiva ma non certo dal nostro e dal suo cuore. Lui ha chiesto 7 punti. Bene: sappiate che quella scritta fu presentata il 24 maggio 2003. Giusto sei anni dopo debutta a Siena
6) L’uomo delle crisi. Ha ragione Ciro a non volersi far ricordare come ex giocatore. Ma è pur vero che per me è stato impossibile non pensare ai momenti di difficoltà vissuti in carriera, dalla fine del ciclo Maradona al pantano di Perugia, quando mi ha confessato di avere pensato che si fosse spezzato irrimediabilmente il suo legame con la vittoria. Ciro ne è sempre uscito alla grande ed è per questo che la sua esperienza in questi giorni saprà trovare le parole e i toni giusti
7) Forza Madda, forza Dodo. Lo staff di Ciro: Maddaloni e Sormani. Mi sono emozionato nel vederli in campo in questi giorni perché sono due veri amici. Due persone innamorate del calcio che devo ringraziare pubblicamente per quante conoscenze mi han trasmesso nel tempo che ho avuto il privilegio di trascorrere con loro

Ferrara Maddaloni Sormani

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maurizio
Inviato il: Giovedì, 21-Mag-2009, 19:37
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Juventino Fiero
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Scusate il Titolo in contrasto col nostro Topic
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Quando la festa non è qui...
E’ il momento più brutto ma qualcosa si è mosso. Finalmente.
Per il terzo anno consecutivo dobbiamo subire il can-can mediatico che celebra un nuovo scudetto nerazzurro, anche questo inviso a noi che abbiamo vissuto sulla nostra pelle Calciopoli e le sue perduranti conseguenze e sappiamo bene su quali discutibili basi poggi l’attuale strapotere dei riconfermati campioni.
I conteggi che si sprecano sul numero degli scudetti vinti ormai da tre anni non coincidono più tra le tifoserie e nemmeno tra la realtà suprema vergata sul campo e quella scritta dai tribunali, con un umiliante 29-16 che diventa un pur sempre significativo 27-17, mentre l’attualità rilanciata dagli sfottò interisti mette in evidenza purtroppo in modo severo l’unica cifra unanimemente interpretata, quello “zero” tituli profetizzato da Mourinho per le più accreditate avversarie del biscione meneghino.
Assistere al trionfo altrui non è per fortuna evento troppo frequente per noi tifosi bianconeri anche se le ambasce che stiamo vivendo ci fanno concretamente temere di doverci purtroppo abituare a situazioni simili. Questo è l’aspetto che più ci amareggia e ci spaventa in prospettiva futura.
Ricordo stagioni segnate da cocenti delusioni mitigate dalla logica certezza di un’immediata rivincita: il sorpasso inflittoci dal Toro di Radice a metà degli anni Settanta riscattato l’anno seguente dalla doppietta scudetto-Coppa Uefa della prima Juve del Trap, 51 punti bianconeri contro i 50 granata in un’esaltante derby durato per tutto il campionato; la doccia fredda (in tutti i sensi) di Perugia che negò l’apoteosi alla Juve di Ancelotti a tutto vantaggio della Lazio il 14 maggio 2000 poi cancellata dal sole caldo di Udine nel mitico giorno datato 5 maggio 2002 di cui è superfluo ricordare i particolari e i protagonisti.
Quello che oggi ci manca terribilmente è la possibilità di sopportare meglio gli echi della festa interista in virtù di una solida e razionale fiducia nel futuro, elemento di cui non possiamo ancora disporre anche se il cambio di allenatore migliora sensibilmente il nostro stato d’animo e soprattutto conferma tangibilmente la volontà di reagire esibita dalla società.
Ribadito ancora una volta, per amore di verità e di equità critica, che Ranieri non è stato di certo il solo responsabile del tracollo bianconero degli ultimi due mesi e che, utilizzando lo stesso metro di giudizio, altre teste altolocate dovrebbero parimenti cadere, l’incalzare degli impegni che determineranno con il loro esito gli scenari su cui la Juventus si muoverà nella prossima stagione ci impone di voltare pagina e di stringerci intorno alla squadra e al suo nuovo condottiero, Ciro Ferrara, un vecchio amico della Juve che non ha avuto tentennamenti nell’accettare il rischioso compito affidatogli e che potrà contare come nessun altro sulla totale e incondizionata collaborazione dei giocatori, rimasti a questo punto senza più alibi.
Non c’è tempo per rivoluzioni tattiche né per miracolosi risvegli atletici ma la componente psicologica può essere curata adeguatamente.
L’esperienza di Ciro, la sua serietà che anima un carattere estroverso, guascone, capace di sdrammatizzare le situazioni più delicate e di motivare al meglio lo spogliatoio sono le fondamenta su cui si può e si deve cominciare a ricostruire.
In gioco c’è il bene della Juventus, che nessuno se lo dimentichi.
Nessuno.
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